Infiammazione da cibo e nutrizione personalizzata, nuovi biomarkers

Gentile Dottoressa/Dottore da qui potrà accedere a diversi contenuti di approfondimento, alle pubblicazioni scientifiche e alla formazione sui nostri servizi. 
Comprenderà come le nostre soluzioni potranno offrirle giusto sostegno nel trattamento di diverse sintomatologie che affliggono i suoi pazienti.

PRIMA DI TUTTO UNA PREMESSA PER FARE CHIAREZZA

Infiammazione da cibo vs Intolleranze alimentari

Le uniche due intolleranze esistenti e riconosciute dalla scienza sono l’intolleranza al glutine di tipo celiaco e l’intolleranza biochimica al lattosio. I numerosi sintomi che le persone attribuiscono al cibo e le molteplici malattie che effettivamente ne dipendono sono soprattutto legati all’ interferenza infiammatoria del cibo, che è oggi misurabile e affrontabile su base razionale e scientifica.

Per molti anni chi si è occupato delle relazioni tra alimentazione e sintomi correlati con gli alimenti (escluse ovviamente le intossicazioni e le indigestioni), ha usato in modo improprio il termine di “intolleranza alimentare”, considerando la diagnosi o la supposizione diagnostica di questo tipo al pari di una indicazione di “allergia”, con successiva indicazione alla pericolosa eliminazione dei cibi coinvolti.  Le evidenze analitiche e cliniche dell’esistenza di risposte infiammatorie legate al cibo ha consentito invece di differenziare in modo preciso le allergie IgE mediate, le condizioni di vera intolleranza come la celiachia e l’intolleranza biochimica al lattosio e tutti i disturbi legati alla infiammazione stimolata dalla ripetizione nella assunzione di alimenti o dal loro uso eccessivo.  Coloro che ancora oggi parlano di “intolleranza alimentare” chiedendo l’eliminazione specifica di alimenti, favoriscono aspetti di malnutrizione e di inadeguatezza dietetica, soprattutto nelle persone giovani, usando una modalità a-scientifica che caratterizza la colpevolizzazione del cibo segnalando queste presunte “intolleranze” come durevoli e/o persistenti. 

Le organizzazioni sanitarie mondiali (OMS, AIRC, e anche il Ministero della Salute Italiano e la SSN) chiedono invece che l’alimentazione sia sempre varia e completa. In questa ottica le ricerche sui sintomi dovuti alla relazione con il cibo sono legati non al cibo in sé (nessun cibo è nemico), ma all’eccesso e alla ripetizione che possono essere alla base di una risposta infiammatoria ben definita e misurabile. L’approccio alimentare volto alla riduzione dell’infiammazione deve mirare sempre alla ricostruzione del fisiologico rapporto con gli alimenti. Il mondo delle “presunte intolleranze” è legato alla colpevolizzazione del cibo e a criteri oggi completamente rifiutati dalla scienza. Si continuano a vedere ipotetiche “diagnosi” fatte con test non riproducibili e prive di fondamento scientifico, che hanno determinato nel pubblico una elevata confusione e la continua demonizzazione del cibo che ha reso qualsiasi discussione che facesse riferimento all’ interferenza alimentare sulla salute un argomento poco chiaro. L’infiammazione correlata agli alimenti è legata allo stile di vita e al modo in cui si mangia, non certo al singolo cibo, ed è misurabile in modo scientifico e orientato a ricreare una alimentazione varia, completa e piacevole, a qualsiasi età. Fortunatamente, l’evoluzione scientifica degli ultimi 20 anni ha permesso di definire in modo preciso e ben documentato  l’interferenza del cibo su salute e benessere, aprendo altri spazi per evoluzioni future.La ripetizione dell’introduzione del cibo, e non il cibo in sé, può essere responsabile di una risposta infiammatoria sistemicacosì l’eccesso individuale ripetuto e quotidiano di zuccheri (glucosio, saccarosio, amidi raffinati, polioli, fruttosio e sostanze che come l’alcol ne condividono le vie metaboliche) può indurre e mantenere aspetti infiammatori di importante rilievo che sono anche legati (e amplificati) da una scorretta ripartizione dei macronutrienti nel pasto.
Questi 3 aspetti vengono qui affrontati  ampiamente facendo riferimento alla ormai vasta documentazione scientifica disponibile.

Le diverse forme di infiammazione da cibo

Ad oggi, l’evoluzione scientifica ha evidenziato che nessun problema si trova nel cibo in sé (nessun cibo è un nemico) ma nel modo in cui lo usiamo, individuando diversi tipi di infiammazione anche correlati al cibo, che, seppur chiaramente distinti, operano in modo sinergico:

Infiammazione da errato bilanciamento dei nutrienti ad ogni pasto

Infiammazione da consumo ripetuto o eccessivo degli stessi gruppi alimentari

Infiammazione da eccessiva assunzione individuale di zuccheri

Oltre a ciò si ritiene anche utile e funzionale prendere in considerazione il PROFILO DI INVECCHIAMENTO CELLULARE di ogni persona per avere una correlazione, seppur indiretta, con gli aspetti infiammatori legati all’alimentazione. È ormai risaputo come adottare uno stile di vita corretto, in cui l’alimentazione gioca certamente un ruolo chiave, sia fondamentale per rallentare in modo considerevole i processi di invecchiamento.
Affronteremo ora la prima delle 3 forme di infiammazione da cibo sopra elencate rimandando le altre due a sezioni specifiche, dalle quali sarà possibile entrare nel dettaglio delle nostre soluzioni per misurarle e trattarle.

Infiammazione da errato bilanciamento dei nutrienti ai pasti

Nel 2011 la Harvard Medical School ha definito delle semplici regole che permettono di agire tempestivamente sull’infiammazione legata all’errato equilibrio dei nutrienti all’interno di ogni pasto. Mentre l’importanza di consumare fibre e cereali integrali, frutta, verdura e proteine è nota da tempo, la loro corretta distribuzione all’interno di un singolo pasto, oggi, rappresenta uno straordinario e comprovato modus operandi per il controllo, attraverso la dieta, delle citochine infiammatorie che determinano effetti sul metabolismo, sul sistema immunitario, sul sistema neuropsichico e ormonale.

Sebbene queste indicazioni siano fondamentali e necessarie, possono non essere sufficienti per raggiungere uno stato di benessereDovrebbero essere integrate con una dieta personalizzata che tenga conto della propria individualità, della genetica e dello stile di vita.

Le nostre soluzioni per misurare e trattare l’infiammazione da cibo

Infiammazione da consumo eccessivo o ripetuto degli stessi alimenti / gruppi alimentari

Misurare i livelli di infiammazione correlata al cibo e definire il profilo alimentare personale con il Food Inflammation Test, soluzione unica e validata sul piano metodologico e scientifico che offre un Protocollo Personalizzato Nutrizionale per il paziente, utile per ristabilire un equilibrio fisiololgico con il cibo senza incorrere in inutili e fastisiose eliminazioni degli alimenti. 

Infiammazione da eccessiva assunzione individuale di zuccheri

Misurare i danni da zucchero è sicuramente la sfida del 21esimo secolo e, fino ad oggi, i mezzi a disposizione si sono dimostrati incompleti. Per tale motivo si è definito su base scientifica il GlycoTest, esameche permette di analizzare in maniera integrata due marcatori (Albumina glicata – GA% e Metilgliossale – MGO) in grado di identificare precocemente eventuali danni da eccesso di zuccheri.

Invecchiamento cellulare

L’importanza di conoscere la lunghezza dei telomeri e stimare la BioAge

BioAge Test è un test genetico che non opera in ambito medico. Misura la lunghezza media del DNA telomerico dei leucociti del paziente. La lunghezza dei telomeri nei leucociti (LTL) si determina rapportando questi segmenti cromosomici con un gene di lunghezza nota. Il test fornisce un indice interpretativo sintetico, la BioAge, calcolata interpolando i dati anagrafici e biologici del paziente con un campione di riferimento statistico, un database di riferimento della popolazione costruito da GEK applicando le ricerche più recenti sul tema.

Metodologia unica di estrazione e analisi da sangue secco per tutti i nostri test

1. PRELIEVO CAPILLARE DA POLPASTRELLO

Facili da eseguire, tutti i test vengono effettuati attraverso l’estrazione di un campione di sangue capillare da polpastrello, utilizzando un tampone dedicato che deve essere riempito correttamente con circa 200ul di sangue. Il campione di sangue essiccato rimane stabile fino a 23 giorni senza requisiti specifici di temperatura. Non è necessario modificare la dieta abituale o sospendere le terapie farmacologiche prima di eseguire i test al paziente. Anche i bambini piccoli, di solito a partire dai 12 mesi, possono sottoporsi ad alcuni dei nostri test

2. CAMPIONE SPEDITO AL LABORATORIO

Il campione di sangue viene spedito per posta al nostro laboratorio specializzato per l’analisi. I kit di esecuzione vengono consegnati con le buste prestampate e prepagate per la spedizione. Dopo l’esecuzione è sufficiente spedire la busta contenente il campione di sangue inserendola in una qualsiasi cassetta postale delle lettere.

3. CAMPIONE ANALIZZATO E REFERTATO DAL TEAM SCIENTIFICO

I risultati vengono inviati dal laboratorio ad un centro medico, esaminati e refertati da un team di medici specialisti con anni di esperienza nello studio del rapporto tra cibo e infiammazione.I referti sono disponibili entro 14 giorni lavorativi nella piattaforma proprietaria GekPro, facilmente accessibile da tutti i nostri centri medici e farmacie partner.

4. USUFRUISCI DELLA CONSULENZA NUTRIZIONALE DELLO STAFF GEKLAB

Il servizio di supporto scientifico fornito da medici e da un gruppo di biologi specializzati in nutrizione è disponibile attraverso una piattaforma multilingue dedicata a tutti i centri partner e accessibile anche ai pazienti che hanno effettuato i test.

PRELIEVO DI SANGUE

Come si eseguono i nostri test

I Professionisti della salute come partner

1. AFFILIAZIONE E FORMAZIONE DEL PARTNER

In seguito all’adesione al servizio il nostro partner è guidato attraverso un percorso di formazione che gli consente di rimanere costantemente aggiornato sugli studi più recenti nel campo dell’alimentazione e della sua relazione concausale con patologie specifiche per proporre ed eseguire correttamente e in completa autonomia tutti i nostri test. La formazione può avvenire sia nella sede del partner sia attraverso specifici moduli audiovisivi accessibili online da questo sito.

2. CONSEGNA DEL MATERIALE IN COMODATO 

I partners ricevono in comodato d’uso gratuito i kit di prelevamento per effettuare tutti i nostri test e le buste preaffrancate per la loro spedizione. Nessun obbligo di acquisto dei test prima della loro esecuzione.

3. SUPPORTO CON MATERIALI PROMOZIONALI

Consegna gratuita dei supporti promozionali per pubblicizzare i nostri servizi. Flyers, locandine, espositori.
I supporti rimandano i pazienti a informazioni specifiche accessibili anche online. Questo offre valido supporto al partner consentendogli di ottimizzare il proprio tempo senza dover necessariamente spiegare nel dettaglio le caratteristiche delle nostre soluzioni.

4. ASSISTENZA DEDICATA E SUPPORTO SCIENTIFICO

Supporto scientifico/nutrizionale attraverso il nostro team medico/specialistico

5. ESECUZIONE, SPEDIZIONE E FATTURAZIONE

Tutti i test sono eseguibili esclusivamente presso le sedi dei nostri partners che grazie ad una procedura prepagata potranno spedire gratuitamente i campioni ematici al laboratorio. Il paziente paga direttamente il partner. Il distributore, Desintrade ltd Lugano branch, invierà la fattura al partner alla fine di ogni mese addebitando solo i test effettuati.
Nessun rischio, solo vantaggi nella proposta di servizi innovativi.